INTERVISTATO: ANDREA FERRARELLI

Conoscevi già la Formula SAE e l’E-Team prima di entrare in squadra?

Ho conseguito la tesi triennale a Roma Tor Vergata e ho collaborato con il loro Team di Formula SAE per la mia tesi.

– Come sei stato reclutato?

Conoscevo molti membri del Team e per qualche mese ho semplicemente dato una mano con qualche lavoretto (in particolare, ho contribuito alla stesura del manuale di montaggio) e partecipato ad una gara come ospite.

L’anno successivo sono entrato nel team a tempo pieno.

– Quale o quali ruoli hai svolto all’interno della squadra e in quali stagioni?

CAD Engineer alla fine del 2016 e Chassis and Vehicle Dynamics Engineer nel 2017.

– Quanto tempo sei rimasto nell’E-Team?

Un anno e mezzo circa.

– Cosa ricordi con maggior nostalgia?

Le gare sono sicuramente un momento speciale perché danno un senso al lavoro di tutto l’anno.

– Quale momento preferivi nel corso di una stagione?

Il montaggio della macchina… frustrante ma anche bellissimo perché inizi a toccare con mano i pezzi che avevi progettato mesi prima.

– Descrivi i momenti più belli e più tragici che hai dovuto affrontare…

È stato sicuramente bello quando nei primi test abbiamo capito che eravamo riusciti a migliorare alcune aree della macchina che erano un problema nell’anno precedente.

I momenti più tragici erano invece quelli in cui bisognava trovare la quadra per il layout e cercare di far funzionare ogni pezzo al meglio.

– Hai qualche aneddoto da raccontare?

Tornando dal fornitore dei braccetti sospensione abbiamo realizzato che erano stati disegnati al contrario, dando per scontato che il disegno base dell’anno precedente fosse corretto. Con il terrore di aver buttato via tempo e migliaia di euro abbiamo cercato disperatamente di capire se potessero funzionare ugualmente. Così è stato, per fortuna, ma questo errore ci ha permesso di imparare una lezione importante: non bisogna mai dare niente per scontato, che sia stato un lavoro tuo o di qualcun altro.

– Quanto pensi sia stata importante per te l’esperienza nell’E-Team sia a livello personale che professionale?

Penso sia stata fondamentale per poter avere una visione d’insieme della progettazione di una macchina da corsa. Inoltre mi ha permesso di unire la pratica a quanto studiato nei vari corsi all’università.

– Cosa fai oggi?

Oggi sono Suspension Performance Engineer nel team Renault F1, un ruolo simile a quello che ho ricoperto nell’E-Team.

– Qualche consiglio da dare ai nuovi membri?

Cercare di bilanciare lo studio con l’esperienza in Formula SAE: non bisogna perdersi in officina, rischiando di non studiare la teoria; ma non bisogna neanche pensare solo allo studio senza capire come funzionino le cose in realtà e quindi partecipare attivamente al progetto.

 

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