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In un settore in rapido cambiamento come quello dell’auto bisogna cominciare a interfacciarsi con le nuove tecnologie e la guida autonoma è ormai diventata il futuro della mobilità!

I veicoli autonomi sono in grado di vedere l’ambiente circostante attraverso radar, lidar, telecamere e sensori che interagiscono con il software dedicato, il quale ha il compito di prendere la decisione migliore senza l’intervento umano. La SAE International (ente internazionale di normazione nel campo dell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica) ha stabilito sei livelli di guida autonoma in base al maggior o minor coinvolgimento dell’uomo e quindi alla minore o maggiore autonomia dell’auto. Nel 2017 i modelli in commercio hanno raggiunto il livello 3, il primo grado di vera e propria automazione, in cui la vettura è in grado di guidare da sola gestendo accelerazione, frenate e direzione; ma prevede l’intervento del guidatore in situazioni problematiche.

Il 2017 è stato anche l’anno in cui la Formula Student Germany ha introdotto per la prima volta la categoria Driverless. Sulla sua scia, l’anno seguente, hanno fatto lo stesso anche la Formula SAE Italy & Formula Electric Italy e altre competizioni internazionali. Paolo Coeli, Product Planning Methods & Configuration Management FCA, tra i primi a credere in questa formula e a farla crescere nel corso degli anni, ha dichiarato: “È stato naturale aggiungere alla Formula SAE anche le vetture Driverless, come parte integrante dello sviluppo futuro dell’auto. Non c’è alcun dubbio che i ragazzi che hanno potuto fare qui, sul campo, l’esperienza di costruire un’auto a guida autonoma per noi possano rappresentare preziose risorse per l’immediato futuro”.

A Varano 2018 si sono classificate per la categoria Driverless soltanto sei squadre, tutte provenienti da università straniere. In Italia, infatti, si tratta di progetti ancora poco praticati. È chiaro quindi che in un simile panorama acquista ancora più valore la nascita di questa nuova divisione all’interno dell’E-Team Squadra Corse, che conferma ancora una volta la sua presenza ai vertici italiani. Il team di studenti dell’Università di Pisa si fa strada nel mondo dell’innovazione tecnologica, accentuando il prestigio di un ateneo che gioca un ruolo fondamentale nel campo della ricerca e dello sviluppo nazionale e internazionale. E allo stesso tempo conferisce maggiore importanza ad un territorio che è la sede di due grandi scuole d’eccellenza.

Proprio mentre i big del settore automotive fanno a gara a chi produrrà la migliore vettura a guida autonoma, l’E-Team decide di cavalcare l’onda di questo trend tecnologico e di puntare sul forte valore ingegneristico che un simile progetto è in grado di offrire all’intera squadra e a ciò che essa rappresenta, ribadendo l’importanza dell’interdisciplinarietà che è alla base di tale ambito.

La divisione Driverless della squadra corse dell’Università di Pisa si pone quindi al fianco della divisione Combustion mantenendo invariati Team Leader e settori gestionali. Risulta composta da una decina di studenti provenienti dai corsi di studi in Embedded Computing Systems, Ingegneria dei Veicoli, Ingegneria Robotica e Ingegneria Meccanica; ed è guidata da tre preparatissimi membri: Niccolò Mazzatenta, Gabriele Baris e Davide Malatesta.

Il progetto è ufficialmente partito da qualche settimana e prevede per questa stagione uno studio prevalentemente teorico. Nello specifico, sono state individuate fasi ben distinte tra loro: da novembre a maggio 2019 il team si dedicherà alla progettazione, a cui seguirà lo stadio della realizzazione nel periodo tra giugno e dicembre 2019. Per i test, invece, bisognerà attendere il 2020, anno in cui sarà possibile partecipare alle competizioni.

Al momento la divisione Driverless dell’E-Team risulta impegnata nella prova di un simulatore che sia in grado di testare gli algoritmi di controllo e i modelli del sistema. I progetti che saranno portati avanti in questa stagione si concentreranno prevalentemente sulla parte di percezione, per la quale è previsto l’utilizzo di una telecamera stereoscopica e di una rete neurale. Attraverso questi due meccanismi si giungerà all’identificazione dei coni e alla creazione della mappa dell’ambiente e del tracciato in cui la vettura dovrà muoversi. Tutto ciò sarà effettuato grazie ad un elevato controllo del veicolo che sarà così capace di dare i riferimenti al motore (valvola a farfalla) e ai vari attuatori (freno, sterzo, cambio e frizione).

Ma l’E-Team non si ferma qui, perché tra i progetti futuri c’è anche l’intenzione di sviluppare piani di guida autonoma non direttamente collegati alla Formula SAE. Se il futuro è driverless, la squadra corsa dell’Università di Pisa ha deciso di farne parte!

Categorie: News

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